Tiffany the Dog
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“IMPENSABILE METTERE LA MUSERUOLA AL TALENTO”
di Andrea G.Pinketts*

Un autentico talento è difficile da gestire. E altrettanto ardua l’impresa di tenerlo al guinzaglio. Difficile e arduo ma non impossibile. Ciò che è veramente impensabile, anche nel peggiore degli incubi, è mettere la museruola al talento. Il crimine più infame. Perché? Elementare, Watson: con la museruola il mastino dei baskerville non avrebbe potuto terrorizzare e incantare l’immaginario.
C’è molta immaginazione nella sinergia tra Tiffany e Masha. Il gioco tra immagine e parola è siglato dal gioco di parole. Victor Hugo scriveva “Il gioco di parole è lo sterco dello spirito che vola”. Immagino Masha con paletta e sacchettino raccogliere la popò della diva Tiffany al termine delle sue performances.
“Can (ta) mi o diva…”Un’impresa omerica . Hugo aveva torto. Il gioco di parole è lo sterco dello spirito che abbaia.
*scrittore



 

“REGISTE DI SE STESSE, PRESENZE FAMILIARI E CURIOSE"

di Claudio Strinati*

Masha Sirago è una artista triste e lieta nello stesso tempo. Ha fatto esperienze dure e difficili e si è da un po’ di tempo come rifugiata in un suo spazio, insieme privatissimo e aperto a tutte le persone amiche e ai tanti estimatori, con la cagnetta Tiffany a fare l’ interprete di se stessa.  Si è calata nella parte e non si capisce se sia delusa e remissiva o in ansiosa attesa di qualcosa che deve arrivare.
La sua cagnetta è qualcosa di più e di diverso rispetto a una buona amica o  una fedelissima    accompagnatrice. Anzi ama presentarla in una specie di autonomia anche affettiva quasi in contraddizione con  quella che dovrebbe essere la più intima natura di un rapporto  tra l’essere umano e l’animale.
Sono due brave attrici che continuamente si travestono ubbidendo alla loro natura più profonda e sembrano non smettere mai di avere qualche idea nuova. E sono diventate registe di se stesse, presenze familiari e curiose.

                                   *critico d’arte

 

 


“QUELLA CHE CHIAMIAMO CIVILTA’”

di Masolino D’Amico*

Lassie, Rin-tin-tin, Rex, sono solo alcuni tra i cani famosi, divi, star, specializzati nell’incarnare amici dell’uomo quali ogni uomo li vorrebbe, costantemente impegnati in imprese generose all’insegna della fedeltà al padrone.

Sono quadrupedi perfettamente integrati nel mondo degli umani, al quale offrono oltre alle risorse della loro razza (fiuto, intuito, agilità fisica, resistenza durante certe imprese) l’esempio di una notevole dirittura morale: difendono infatti, di regola, i deboli contro i prepotenti, combattono i malfattori, che sanno subito identificare dal contegno poco schietto.

In questa galleria di simpatici eroi da fumetti è difficile far rientrare la nostra lillipuziana Tiffany. Che diversamente da loro sfrutta la propria fotogenicità e la propria infallibile eleganza non per esibirsi dinamicamente in avventure più o meno romanzesche al servizio di chi la tiene a guinzaglio, ma per commentare stando immobile, sommessamente e tenendosi da parte, la società dei dominatori – quella che chiamiamo civiltà – e questo, in modo giocoso, da finta ingenua. Senza minimamente atteggiarsi a moralista, nelle sue vignette un po’ assurde la minuscola osservatrice smonta le frasi fatte, i pregiudizi, i cliché, le icone, le banalità che incontriamo tutti i giorni senza farci caso.

 *critico letterario e teatrale


MASHA SIRAGO E TIFFANY

Una bella storia d’amore tra cagnolina e padrona 

di Giovanni Russo* 

Masha Sirago è riuscita a rovesciare l’idea che noi abbiamo del cane ma anche a immaginare che lei diventi il “portavoce”, cioè comunichi agli altri gli atteggiamenti e i desideri di Tiffany che si trasforma dall’accompagnatore dell’essere umano all’essere invece il personaggio che viene accompagnato da una persona.

Attraverso questo paradosso riesce a far colloquiare Tiffany non solo con lei ma anche con i suoi amici.

E così forse senza volerlo si mette tra coloro che hanno ereditato anche la rassicurazione del cane nella letteratura.

In particolare sembra che per lei Tiffany abbia lo stesso ruolo che hanno nel racconto di Cervantes i cani che chiacchierano tra di loro e raccontano, criticano, i costumi e le abitudini dei loro padroni. Questi cani parlanti possono considerarsi quindi come Tiffany, presenti con la loro voce nel rapporto con gli umani.

*scrittore

 

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